AMP Automazione
 AMP Quadri Elettrici
AMP Impianti Elettrici

0321 868474
amp_info@libero.it
HOME AMP Romentino Novara

Home Chi siamo Novità & Info Servizi Certificazioni e verifiche Prodotti e Soluzioni
Automazione Inustriale Quadri Elettrici Impianti Elettrici Domotica Fotovoltaico Contatti e Dove siamo

A.M.P. Impianti

-Progettazione elettrica civile, commerciale ed industriale

-Impianti civili

-Impianti commerciali

-Impianti industriali

-Impianti fotovoltaici

-Impianti di Domotica

-Risparmio energetico

-Certificazione degli impianti

-Automation Bulding

-Home Automation

Realizzazioni

Qualità

Link utili

Mappa del sito

Impianti fotovoltaici

Grazie all’energia solare si aiuta l’ambiente e si azzerano i costi della bolletta. Oggi infatti, è possibile sfruttare la fonte solare per produrre energia elettrica, attraverso la tecnologia del solare fotovoltaico. In Italia, il Governo ha da poco attuato un piano di incentivazione per favorire la realizzazione di impianti solari fotovoltaici per uso domestico, residenziale, condominiale o industriale. Il piano attuativo denominato comunemente "Conto Energia", consente al titolare dell’impianto fotovoltaico di consumare l’energia elettrica prodotta dal sistema ed allo stesso tempo di ricevere un "premio incentivante" su tutta l’energia prodotta. Un impianto fotovoltaico "chiavi in mano" costa circa 6.500 € per kW e consente di guadagnare all’anno circa 750 € per ogni kW installato. Come è semplice intuire, tali sistemi, grazie al conto energia, possono essere considerati come dei veri e propri investimenti finanziari, ai quali si associa un rendimento superiore ai normali tassi di redditività dei titoli di stato e una riduzione delle immissioni in atmosfera di sostanze climalteranti che causano l’effetto serra. Ma come funziona un sistema fotovoltaico?

Schema di impianto fotovoltaico

Il generatore fotovoltaico trasforma l’energia contenuta nella radiazione solare in energia elettrica ed "adattata" successivamente, per mezzo dell’inverter, viene immessa in rete, pronta per essere utilizzata. In Italia, quando viene prodotta più energia di quella richiesta, il sistema può cedere al distributore di energia elettrica (ENEL) la quantità in eccesso, che viene ripresa nei momenti in cui l’energia prodotta non è sufficiente o disponibile, per esempio durante le ore notturne. A fine anno si contabilizza l’energia venduta alla rete e quella acquistata. Come già accade da tempo in alcuni paesi (Germania, Spagna), l’elettricità prodotta dal sistema solare fotovoltaico viene pagata a speciali tariffe mediante un sistema di incentivazione in "CONTO ENERGIA". Le tariffe incentivanti vengono concesse per un periodo di 20 anni a persone fisiche e giuridiche, compresi i soggetti pubblici e i condomini di unità abitative e/o di edifici e sono suddivise in funzione della classe di potenza degli impianti e del livello di integrazione architettonica. Per gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente fra la data di emanazione della delibera 90/07 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) prevista dal decreto 19 febbraio 2007 ed il 31 dicembre 2008, le tariffe incentivanti sono identificate come mostrato nella tabella di seguito riportata.

Taglia di potenza dell’impianto

Non integrato (€/kWh)

Parzialmente integrato (€/kWh)

Integrato (€/kWh)

Impianti da 1 a 3 kWp

0,40

0,44

0,49

Impianti da 3 a 20 kWp

0,38

0,42

0,46

Impianti sopra i 20 kWp

0,36

0,40

0,44

Per gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010, le tariffe sono decurtate del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al 2008 (con arrotondamento alla terza cifra decimale). Per gli anni successivi al 2010, le tariffe sono ridefinite con appositi decreti interministeriali, in mancanza dei quali si continueranno ad applicare le tariffe definite per gli impianti che entrano in esercizio nel 2010.

Il decreto prevede inoltre particolari condizioni per la cumulabilità del conto energia con altri incentivi e in particolare, le tariffe incentivanti vengono incrementate del 5% (con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale) nei seguenti casi, non cumulabili fra di loro:

  • impianti fotovoltaici non integrati architettonicamente con potenza maggiore di 3 kW, i cui soggetti responsabili impiegano l’energia elettrica prodotta in modo tale da conseguire il titolo di autoproduttori (ai sensi dell’art. 2, comma 2 del D. Lgs. n. 79/99 e successive modifiche e integrazioni);

  • impianti fotovoltaici i cui soggetti responsabili sono scuole pubbliche o paritarie di qualunque ordine e grado o strutture sanitarie pubbliche;

  • impianti fotovoltaici integrati, in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto;

  • impianti i cui soggetti sono Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti in base all’ultimo censimento ISTAT (incluse Municipalità e Circoscrizioni, sempre che abbiano una loro autonomia e siano sotto i 5000 abitanti).

Per gli impianti di potenza non superiore a 20 kWp è possibile optare per il servizio di scambio sul posto o per la cessione in rete dell’energia prodotta. Nel primo caso l’incentivazione è riconosciuta solo all’energia prodotta e consumata in loco. Per gli impianti fotovoltaici che si avvalgono del servizio di scambio sul posto, è previsto un premio abbinato ad un uso efficiente dell’energia qualora si dimostri, apportando idonei interventi migliorativi, una riduzione di almeno il 10% dell’indice di prestazione energetica dell’edificio o unità immobiliare. Tale premio consiste in una maggiorazione percentuale della tariffa riconosciuta (con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale), con un limite massimo del 30%, nella misura pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia conseguita e dimostrata mediante nuova certificazione energetica. Alle nuove costruzioni che conseguano, sulla base di idonea certificazione, un indice di prestazione energetica inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori riportati nell’allegato C, comma 1, tabella 1 del D.Lgs. 19 agosto 2005, n° 192 compete una maggiorazione del 30% sulla tariffa incentivante riconosciuta.

Le tariffe incentivanti previste con il DM 19/02/2007 (nuovo conto energia) non sono cumulabili con:

  • Incentivi pubblici in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento (escluso per le scuole pubbliche o paritarie di qualunque ordine e grado e per le strutture sanitarie pubbliche);

  • certificati verdi;

  • titoli di efficienza energetica.

Alcune brevi informazione tecniche:

  1. Quanto produce un impianto fotovotaico?

    Impianto FV da 1 kWp

    Energia elettrica generabile in un anno a Milano

    1.200 kWh per kW

    Energia elettrica generabile in un anno a Roma

    1.400 kWh per kW

    Energia elettrica generabile in un anno a Trapani

    1.600 kWh per kW

  2. Qual è la durata di vita di un impianto fotovoltaico?
    La durata di un sistema FV si aggira oggi intorno ai 30 anni, con un decadimento della produttività negli anni piuttosto limitato.

  3. Un caso semplificato di costo e tempo di rientro economico:

    Esempio di un impianto FV residenziale integrato architettonicamente da 3 kWp a Milano
    - In regime di scambio sul posto - (Valori aggiornati al 2009)

    Costo chiavi in mano (stima):
    ( 19.500 € + IVA 10%)

    21.450 €

    Producibilità totale annua a Milano

    3.600 kWh

    Guadagno annuale dalla vendita del kWh FV
    (3.600 — 0,49 €)

    1.764,00 €

    Risparmio annuale sul costo evitato dell’energia:
    (3.600 — 0,18 €)

    648,00 €

    Vantaggio economico totale annuale
    (1.764,00 + 648,00)

    2.412,00 €

    Tempo di ammortamento dell’impianto
    (21.450 ÷ 2.412,00)

    8,8 anni

    Tasso di redditività dell’impianto

    6,25%

    Dopo tale periodo si rientra dell’investimento e si comincia a guadagnare.

    Articolo tratto dal sito www.studioiesl.com




Risparmio energetico

Al foto-committente

Il fotovoltaico è ormai sulla bocca di tutti: molti fiutano l’affare e cercano di capire se è il caso di buttarsi: dopotutto il tetto c'è, l’esposizione è buona, il sole abbonda... perché continuare a pagare la bolletta all’Enel che diventa sempre più salata?
Il Committente si rivolge agli amici che se ne intendono: non sono amici, ma conoscenti, non sono esperti ma orecchianti. Spesso il lavoro è affidato a uno spicciafaccende. Dopotutto, il fotovoltaico è materia polidisciplinare e tanti ci mettono il naso; il primo che arriva ha spesso il naso più lungo... come Pinocchio.

Egregio Committente, questa lettera aperta (che un nostro abbonato gentilmente le ha recapitato) mette in evidenza alcuni fatti incontestabili, che potrebbero essere di suo interesse. L’impianto fotovoltaico produce energia elettrica, è quindi di competenza dell’elettrico, non dell’idraulico o dell'impresa edile che ha rifatto il tetto (salvo per la parte strutturale).
Se l’impianto fotovoltaico è fatto bene, produrrà l’ energia elettrica nella quantità prevista e lei potrà incassare l’incentivo per ripagare il capitale, con il dovuto interesse. Se invece l’impianto è fatto male lei rischia di perdere in parte il capitale investito.
L’ impianto fotovoltaico deve durare più di venti anni: un periodo molto lungo per chi sta sempre all’aperto; se non è adeguatamente protetto e resistente invecchia precocemente, la produzione di energia elettrica cala e con essa l’incentivo che lei riceverà per l’energia fotovoltaica prodotta. Inoltre, non potrà consumare l’energia elettrica che l’impianto fotovoltaico non produce.
Se intende costruire un impianto fotovoltaico le consigliamo quindi di rivolgersi, fin dall’inizio, ad un vero esperto. Un impianto mal fatto costa molto di più (dopo) di un esperto (prima). In base al nuovo DM 37/08, che ha sostituito la legge 46/90, il Committente deve affidare i lavori elettrici solo ad imprese abilitate ai sensi del decreto stesso. Inoltre, un impianto fotovoltaico è più pericoloso degli altri impianti elettrici, perché la parte in corrente continua ha una tensione spesso maggiore di 220 V, in genere di 600 V ~ 700 V. Per di più è impossibile metterlo fuori tensione (di giorno). E gli interventi sugli impianti elettrici sotto tensione richiedono una abilitazione particolare (persone idonee secondo la norma CEI 11-27). Una piccola scossa può provocare la caduta dell’operatore dal tetto e se lei ha incaricato una impresa non abilitata ad eseguire impianti elettrici sarà sicuramente corresponsabile dell’infortunio.

Conclusione: i pannelli solari termici riscaldano l’acqua, non sono pericolosi e sono di competenza dell’idraulico, ma non vanno confusi con i pannelli fotovoltaici. I pannelli fotovoltaici producono energia elettrica e vanno trattati dagli elettrici, al fine di ottenere il rendimento economico necessario per ripagare l’impianto fotovoltaico, per rispettare le disposizioni di legge ed evitare pesanti responsabilità in caso di infortunio.
Dovrebbe essere chiaro come il sole!
Con i migliori saluti e auguri di tempo sereno.